Vino e arte: raccolta di incisioni nella tenuta Il Borro

Immagine allegata al comunicato stampa.

Fil rouge che unisce questi grandi protagonisti dell’arte di tutti i tempi, il vino, declinato in quattro diverse sezioni tematiche all’interno della collezione privata di opere di Ferruccio Ferragamo. Settantacinque le preziose incisioni, selezionate fra le 430 totali, esposte fino ad aprile 2015 nella Galleria Vino e Arte de Il Borro (www.ilborro.it), tenuta di oltre 700 ettari a San Giustino Valdarno, nell’aretino, dal 1983 di proprietà del presidente della Salvatore Ferragamo, azienda icona di lusso e moda Made in Italy.

Di alta gamma anche l’ospitalità offerta in questo borgo ristrutturato, con quasi mille anni di storia alle spalle e appartenuto nei secoli alle casate di Medici-Tornaquinci, Hohenlohe-Waldenburg e infine ai Savoia, appunto fino al 1983. Oggi Il Borro ha 200 posti letto fra camere, suite in villa e appartamenti, due ristoranti di cucina ispirata alla tradizione toscana e Spa dove rilassarsi con massaggi e trattamenti a base anche dell’olio di casa. Cuore dell’azienda, che dall’anno prossimo avrà anche la qualifica di biodinamica, sono i 45 ettari vinificati, da cui si producono oltre 180.000 bottiglie l’anno. Fra queste, l’etichetta “Alessandro dal Borro”, Syrah in purezza proposto solo in versione magnum, per 2.250 esemplari a stagione.

“La vendemmia appena conclusa, che qui è svolta tutta a mano, è stata buona - dice Salvatore, figlio di Ferruccio e ceo del Borro - ma molto probabilmente non produrremo l’Alessandro, la nostra etichetta da collezione, che ha debuttato proprio quest’anno. Il nostro mercato straniero più forte è quello dell’Estremo Oriente, dove esportiamo il 15% del totale”. Proprio in Cina, nel 2013, Il Borro IGT Toscana Rosso 2009 ha vinto il premio come miglior vino al China Wine and Spirits Award, e poco dopo, il sommelier di casa, Luca Martini, ha vinto il titolo di Miglior Sommelier del Mondo. Non solo. Il Borro è oggi anche un brand in espansione, grazie al format “Tuscan Bistrot”, ristoranti già sul Lungarno a Firenze e a Malta: Un bel modo, il connubio vino e cucina, per esportare il Made in Italy, e per attrarre turismo in questo angolo di Toscana. A parlar chiaro anche le percentuali di ospiti stranieri: il 75% circa, di cui il 5% (in crescita) dalla Cina, per un 15% di repeaters. Segno che l’eccellenza e il lusso non subiscono flessioni. Anzi.

(MTV Toscana, comunicato stampa)




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