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Latte del Mugello: su Mukki no a speculazioni, politica sia chiara

Dopo le parole del Premier Matteo Renzi, Coldiretti pretende chiarimenti in merito al futuro della centrale del latte. Tutelare la qualità e l’identità di un prodotto profondamente ancorato alla toscanità insieme alla filiera del latte di cui gli allevatori sono assoluti protagonisti al pari dei consumatori: per Coldiretti queste sono le priorità “non discutibili” sui tavoli della politica dove da mesi ormai si banchetta attorno al destino della centrale del latte fiorentina sempre più vicina a Granarolo e sempre più lontana dal Mugello.

FOTO COPYRIGHT TOSCANAGO © RIPRODUZIONE RISERVATA

“Non accetteremo ne guerre di logoramento, ne meline attorno al destino della centrale del latte. – spiega Roberto Nocentini, Presidente Coldiretti Firenze – Prato riferendosi alle ultime dichiarazioni del Premier Renzi - La politica sia chiara e si assuma le responsabilità delle sue scelte. Siamo assolutamente contrari a qualsiasi tipo di speculazione nei confronti di una realtà strategica per Firenze e per la Toscana che ha saputo, dopo molte difficoltà, ricollocarsi sul mercato in maniera sana e sostenibile senza intaccare il livello qualitativo del prodotto ed assicurando un equo ritorno per gli allevatori che della filiera sono elemento indispensabile”.

Sul futuro della centrale del latte si erano espressi, prima di Natale, anche i consumatori toscani con l’86% contrario alla vendita. Ben 9 toscani su 10 che avevano risposto al sondaggio online dell’organizzazione agricole avevano manifestato apertamente l’assoluta contrarietà alla vendita a Granarola o a qualsiasi altro gruppo o acquirente potenziale.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 13 gennaio 2015, n. 12)


Latte del Mugello: Mukki strategica per Toscana, 86% contrari a vendita

Quasi 9 toscani su 10 sono contrari alla vendita di Mukki. Solo il 10% è d’accordo con una sua eventuale cessione. A misurare il sentiment è un sondaggio online promosso da Coldiretti Toscana con cui la principale organizzazione agricola ha domandato agli utenti se fossero d’accordo, o meno, sulla vendita

Il 4% ha manifestato la sua indifferenza mentre il 96% ha voluto esprimersi confermando la grande attenzione e sensibilità nei confronti della centrale del latte e del suo futuro. Per Coldiretti la Mukki “è una realtà strategica per la realtà fiorentina e toscana” che ha saputo, in questi anni, coniugare una dimensione economica sostenibile a valori, storia ed identità.

Coldiretti, così come molti fiorentini e toscani, teme una “svendita” della centrale del latte per accontentare, in tempi brevi, la legge che obbliga gli enti locali alla dimissione delle partecipazioni.

“Chi si assumerà la responsabilità della vendita di questa meravigliosa realtà del nostro territorio – precisa Coldiretti - dovrà tenere conto della storia e dell’esperienza di un’azienda che ha chiuso, per il quinto anno, con un bilancio positivo tutelando l’occupazione e rilanciando la filiera del latte. Non dimentichiamoci – precisa ancora - che dietro la centrale del latte ci sono un centinaio di allevatori con le loro famiglie che contribuiscono al mantenimento della qualità del nostro paesaggio”. Per Coldiretti il futuro della Mukki deve restare fiorentino-toscano.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 12 dicembre 2014, n. 396)


Latte del Mugello: Mukki strategica per Toscana, no a vendita

La Mukki è una realtà strategica in equilibrio tra una dimensione economica sana e valori, storia e identità. La politica non può pensare di gestirla come una qualunque altre partecipata della sua galassia. Per Coldiretti Toscana la centrale del latte toscana è una “partecipata speciale” perché ancorata alla storia della città e della regione e soprattutto con i conti in regola. Uno “stabilimento” con una filosofia industriale “in controtendenza” che ha deciso di andare nel futuro rispettando il suo passato.

“Chi si assumerà la responsabilità della vendita di questa meravigliosa realtà del nostro territorio – spiega Roberto Nocentini, Presidente dell’Associazione Regionale Allevatori e Presidente Coldiretti Firenze-Prato – dovrà tenere conto della storia e dell’esperienza di un’azienda che ha chiuso, per il quinto anno, con un bilancio positivo tutelando l’occupazione e rilanciando la filiera del latte.

Coldiretti teme una “svendita in saldo” della centrale del latte per accontentare, in tempi brevi, la legge che obbliga gli enti locali alla dimissione delle partecipazioni. “Non dimentichiamoci – conclude Nocentini – che dietro la centrale del latte c’è tutto un mondo di valori ed azioni difficili da monetizzare; c’è il lavoro degli allevatori, un centinaio, che rifornendo la centrale del latte contribuiscono al mantenimento della qualità del nostro paesaggio e c’è una realtà che quest’anno ha festeggiato 60 anni di vita e che rappresenta un pezzo importante dell’identità della nostra regione. Pensiamo bene prima di fare scelte avventate”.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 5 dicembre 2014, n. 386)


Latte del Mugello: sindaci in pressing su Mukki

Il latte del Mugello non si tocca. Allevatori e istituzioni fianco a fianco per difendere quella che è un’eccellenza toscana: il latte di alta qualità che il Mugello conferisce alla Mukki. Dalle 29 aziende locali ne arrivano annualmente 15 milioni di litri. Che diventano prodotti a marchio “Mugello” e bio “Podere centrale”, sui quali, come anche per le “Vie del Latte”, la stessa Mukki ha scommesso e investito molto

La vendita di quote della Centrale del Latte su cui è in corso un acceso dibattito tra istituzioni fiorentine e non solo, preoccupa non poco gli allevatori mugellani, che negli anni hanno investito sul territorio e nell’ammodernamento delle stalle e delle tecniche di produzione per offrire ai consumatori un latte particolarmente buono, come viene universalmente riconosciuto. E con loro gli amministratori locali.

Di questo hanno discusso il presidente dell’Unione dei Comuni Mugello Federico Ignesti, i sindaci di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, Firenzuola Claudio Scarpelli, di Barberino Giampiero Mongatti, di Dicomano Stefano Passiatore e il vicesindaco di Scarperia e San Piero Francesco Bacci con i rappresentanti dei 29 aziende agricole locali e le associazioni di categoria. E sarà fronte comune per salvaguardare quella che è una delle più importanti tra le eccellenze del territorio, alla quale nessuno intende rinunciare. Perché quello del Mugello è un latte di alta gamma che varca i confini del territorio per appezzamenti di bontà, genuinità e salubrità. E che il consumatore sceglie e acquista proprio per qualità superiore rispetto ad altri che la filiera corta e la tracciabilità certificano. La domanda lo conferma dal punto di vista di mercato.

“Quello che viene prodotto dal Mugello e conferito alla Mukki è un latte di altissima qualità, un prodotto ‘diverso’ rispetto ad altri - sottolinea il presidente dell’Unione dei Comuni Federico Ignesti -, che deriva, come ha affermato di recente lo stesso il presidente della Centrale del latte Marchionni, ‘da una filiera produttiva più costosa rispetto ad altre perché di qualità superiore e dove i soldi restano nel territorio’. La nostra filiera è una garanzia di sicurezza alimentare per il consumatore ed è per il territorio - continua - un valore, certamente economico, ma anche sociale e ambientale, con allevatori che producono, danno lavoro, investono in ammodernamento delle stalle, delle stesse produzioni e in innovazione, e non ultimo, sono un presidio per un territorio vasto come il Mugello che per estensione è pari alla provincia di Massa Carrara”. Sottolinea ancora il presidente dell’Unione dei Comuni Ignesti: “La filiera del Mugello, i nostri allevatori, e aggiungerei anche i consumatori, vanno tutelati e salvaguardati. Perché questa attività produttiva - ribadisce - non è come una qualsiasi altra attività produttiva: la nostra filiera del latte è un asset strategico, per fattori economici ma soprattutto per il valore sociale. Siamo al fianco dei nostri allevatori e insieme sosterremo le istanze del territorio. Anche la Città Metropolitana - conclude il presidente Ignesti - deve occuparsene”.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 21 novembre 2014, n. 371)

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