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Da sabato 31 ottobre #Iostoconlacarnerossa

bisteccaSettimana della carne rossa negli agriturismi toscani, menù e taglieri carnivori per sconfiggere paura di salami, wurstel e bistecche: contro-campagna di sensibilizzazione al consumo di carni nostrane fresche, trasformate e lavorate. La difesa di Coldiretti: “Io sto con la carne rossa”.

FOTO COPYRIGHT TOSCANAGO © RIPRODUZIONE RISERVATA

Menu e tagliere “carnivori” negli agriturismi toscani dopo l’allarme dell’Oms sui presunti pericoli derivanti dal consumo di carne rossa. Settimana della carne rossa promossa da Coldiretti Toscana e dagli Agriturismi di Campagna Amica con cui le imprese e gli allevamenti vogliono sconfiggere dubbi e perplessità nel segno dello slogan “Io sto con la carne rossa”. Per una settimana, da sabato 31 ottobre a sabato 7 ottobre, proporranno ad ospiti e turisti speciali proposte culinarie a base esclusivamente di carni rosse fresche, trasformate e lavorate nel rispetto della tracciabilità, della trasparenza e della qualità (info su www.toscana.coldiretti.it). In tavola, i tagli freschi delle razze allevate nella nostra regione, Chianina, Limousine (di cui la nostra regione è primo polo nazionale) il Mucco Pisano, la Maremmana e la Garfagnina, pancette, prosciutti, salsicce, wurstel, biroldo e salami prodotti con suini allevati nel nostro paese la cui provenienza e metodo di lavorazione sono una garanzia per il consumatore. Gli agriturismi, la metà delle 4mila strutture propone ristorazione e degustazioni al pernottamento ed altre attività, rappresentano il punto chiave per un’attività di sensibilizzazione al consumo della carne fresca, trasformata e lavorata nei confronti dei consumatori.

“Le carni nostrane sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni ed ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. – spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – Gli animali allevati in Toscana non sono uguali a quelli allevati negli altri paesi dove non abbiamo garanzie su come vengono alimentati ed allevati. Con la settimana della carne – prosegue – vogliamo dare una spallata a chi oggi vive con preoccupazione e timore il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che però non tiene conto del fatto che hot dog, bacon e affumicati non fanno parte della dieta mediterranea e della nostra tradizione a tavola. Le nostre abitudini alimentari sono ben diverse da quelle dei consumatori del resto del mondo. L’allarme rischia solo di fare danni alla nostra zootecnica e ad una delle economie più importanti del nostro agroalimentare”. A rischio, come già stimato nei giorni precedenti, 10mila posti di lavoro nel settore che interessa almeno 4mila aziende.

Il consumo di carne, con 78 chili a testa, è ben al di sotto di quelli di Paesi come gli Stati Uniti con 125 chili a persona o degli australiani con 120 chili, ma anche dei cugini francesi con 87 chili a testa. E dal punto di vista qualitativo – stima Coldiretti - la carne nostrana è meno grassa e la trasformazione in salumi avviene naturalmente solo con il sale senza l’uso dell’affumicatura messa sotto accusa dall’Oms. Proprio quest’anno peraltro la carne è diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta con una rivoluzione epocale per le tavole nazionali che non era mai avvenuta in questo secolo. La spesa degli italiani per gli acquisti è scesa a 97 euro al mese per la carne che, con una incidenza del 22 per cento sul totale, perde per la prima volta il primato, secondo l’analisi della Coldiretti. Coldiretti ha lanciato, sul proprio sito www.toscana.coldiretti.it, un sondaggio sul comportamento alimentare dei toscani dopo l’allarme dell’Oms. I risultati del sondaggio sarà divulgati nei prossimi giorni insieme alle altre iniziative in difesa carne rossa toscana.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 30 ottobre 2015, n. 317)

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