Made in Tuscany: pescatori e ortolani consegnano a domicilio

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C’è chi lo fa già, chi ha iniziato da poco e chi si sta attrezzando per farlo. I giovani imprenditori si reinventano il porta aporta per tornare nei borghi e nei piccoli centri. Vendono ortaggi freschi,appena raccolti dai loro campi, ancora “baciati” dal profumo della terra, pesce pescato dei nostri mari già sfilettato e pronto per la padella e le specialità agroalimentari espressione della nostra regione che non riuscirebbero, se non fosse per loro, a raggiungere centinaia di consumatori dimenticati. Portano la spesa fin sotto casa, a volte fino all’uscio. Sorridono. Riescono a divertirsi lavorando. Parlano con i loro clienti, conoscono gente nuova, non stanno mai fermi. Devono aver pensato al celebre detto su Maometto e la Montagna (Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna) quando hanno capito che il cliente-consumatore non sempre “arriva da te, ma a volte va cercato”. Figli del progetto per una filiera agricola tutta italiana di Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it), Giacomo, Ilenia, Marco e Paolo sono alcuni dei “pionieri” del nuovo millennio che hanno scommesso ed investito sull’home delivery, la consegna a domicilio, il porta a porta. “Un grande fermento – lo definisce Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana parlando di queste belle esperienze imprenditoriali che la Toscana sembra riscoprire. “Siamo di fronte adesperienze – analizza Marcelli – nate dalla necessità di costruirsi un percorso lavorativo, e dall’esigenza comprensibile di ritagliarsi uno spazio per il futuro. In agricoltura questo futuro oggi è più possibile che in altri settori. Certo – sottolinea – bisogna aver voglia di fare ed impegnarsi probabilmente più che in altri settori”.

Chi lo fa già. Marco e Paolo sono figli di pescatori viareggini. Disoccupati, fino a poco più di un anno fa, hanno trovato “in casa” il lavoro della vita. Vendono il pesce povero, quello dei nostri mari, il pesce azzurro per intenderci, ai mercati di Campagna Amica sparsi qua e la in tutta la Toscana; portano il pesce appena pescato la dove il mare non c’è. Arrivano con il loro furgoncino refrigerato fino in Garfagnana, Pedona, Corsanico, Partigiano, Dezza, Decimo, Balbano, Prato, Pistoia, Sesto Fiorentino, Prato. Vendono pesce, tutti vogliono il loro pesce. Triglie, sugarelli, scampi, polpi, seppie, acciughe, rana pescatrice e tutta la gamma dei pesci di stagione del nostro Mare, meglio se sfilettato, già pronto. “L’azienda per cui lavoravo nel settore della cantieristica ha chiuso – racconta Marco Olivieri, 23 anni – è stato difficile accettarlo. Sono stato alcuni mesi a casa e sono stato anche imbarcato con mio padre. Poi si è presentata l’opportunità della vendita diretta e ho detto: perché no. Proviamo. Ho fatto la scelta giusta. Questo lavoro mi piace”. Paolo Russo di anni ne ha 34, e prima della vendita diretta, ha fatto il rappresentante per sette anni. “Il pesce è molto apprezzato – ammette – chi lo acquista una volta poi ritorna ed in poco tempo ho fidelizzato tanti clienti che sono soddisfatti.Anche noi ci siamo attrezzati: sfilettiamo il pesce sul posto e cerchiamo di offrire un servizio più completo. Ci fanno parecchi complimenti”.

Chi ha iniziato a farlo. Giacomo, 24 anni, pisano, è l’ortolano della porta accanto. Faccia pulita, sorriso stampato sempre sul volto, entusiasmo da vendere. Dalla scorsa estate ha iniziato a far fruttare il suo ettaro e mezzo di terreno dove coltiva ortaggi di stagione. Consegna le sue cassette multi-ortaggi da circa 8 chilogrammi a bordo della sua panda color bordeaux. Un segnale per i suoi clienti, oggi una trentina di famiglie. Gli amici sono stati i primi a sperimentare la “consegna a domicilio”, poi sono arrivati gli amici degli amici, e gli amici degli amici degli amici: “in pochi mesi sono passato da una decina di famiglie ad una trentina – racconta – il passaparola mi è di grande aiuto”. Giacomo sa di non aver inventato nulla di nuovo, eppure la sua “idea”, nell’era del tablet e del 3D sta riscuotendo un successo incredibile; “tante famiglie lavorano e non hanno tempo per fare la spesa – analizza – io cerco di facilitargli questa parte”. L’incontro con i clienti avviene in determinati punti della città poco fuori dalle mura: “basta un sme per fare l’ordine. il servizio? E’ compreso”.

Chi lo farà. Ilenia Paolini, massese, sta attrezzando un furgoncino per portare gli spettacolari prodotti del caseificio di famiglia insieme ad olio, confetture, pasta, insaccati, miele, biscotti e ortaggi, nei paesini della montagna apuana come Resceto, Forno, Guadine, e della Versilia storica e Val di Magra dove i negozi di vicinato sono spariti. “Non ce ne sono più – fa notare - e tanti anziani, e non solo loro, non hanno la possibilità di scendere fino in città o al centro commerciale con frequenza per fare la spesa”. Figlia di allevatori di pecora massese da sette generazioni, Ilenia, 22 anni, ha iniziato la sua esperienza nei mercati di Campagna Amica. “Ho un diploma di grafico ma non sono riuscita a spenderlo – ammette – allora mi sono detta: perché non provare? Ora ho una prospettiva e tanto entusiasmo che prima, sinceramente, un po’ avevo perso”.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 5 marzo 2013, n. 55)



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