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Uffizi: riaperta la Sala della Niobe

"C'è un luogo agli Uffizi che per la sua maestosa neoclassica bellezza internazionale ci dà l’impressione di essere a Vienna o a San Pietroburgo. E’ la sala detta della Niobe". Con queste parole Antonio Paolucci, ex Soprintendente per il Polo Museale fiorentino, introdusse la propria presentazione del restauro condotto nel 2004 attraverso il quale la Sala aveva riacquistato l’ordinamento museografico settecentesco.

A un anno e mezzo dalla sua chiusura, ha riaperto oggi la Sala numero 42 della Galleria degli Uffizi, detta della Niobe. Interessata da problemi manifestatisi con un avvallamento localizzato del pavimento - anche per la presenza di statue di notevole peso (2mila-3mila chilogrammi) -, la sala (che misura 29x9 metri, per un totale di 260 metri quadrati circa) era stata chiusa nel maggio del 2011 e sottoposta a una serie di indagini non distruttive (endoscopie e rilevamenti con laser-scanner e georadar) che aveva messo in evidenza la necessità di intervenire sulle strutture voltate a sostegno del pavimento, diverse per dimensioni e tipologia. La riapertura della Niobe, al termine di un complesso e delicato restauro, anche sotto l’aspetto logistico, in coincidenza con le feste natalizie ha fornito l’occasione per "restituire" ai visitatori una delle sale più suggestive dell’intero percorso museale.

La proficua sinergia tra le due soprintendenze fiorentine in soli 12 mesi ha reso possibile l’aumento del 27% della superficie museale della Galleria (oltre 1800 metri quadrati in più) attraverso l’inaugurazione delle cosiddette Sale Blu (pittori stranieri), delle Sale Rosse (pittura fiorentina del ‘500), dell’area utilizzata per la mostra Bagliori dorati e, da oggi, anche le due nuove sale affrescate da Luigi Ademollo, che andranno a integrarsi nel percorso dedicato alla pittura fiorentina del XVI secolo. La prima sala ospita infatti i dipinti di Vasari e Allori, mentre nella seconda sono esposte opere di artisti del secondo ‘500 fiorentino, alcuni dei quali attivi nello Studiolo di Francesco I de’ Medici.

"Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti, e proprio perché non ‘visibile’ se non attraverso la ricca documentazione di cantiere – che ne racconta le acquisizioni conoscitive e la correttezza metodologica - prova la piena rispondenza alle aspettative: quelle di restituire finalmente alla fruizione dei visitatori, in tutta la sua magnificenza e in totale sicurezza, uno degli esempi più importanti dell’arte e della museografia neoclassica, degno pendant della Tribuna nello sviluppo del percorso espositivo degli Uffizi" afferma Isabella Lapi, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, che aggiunge per concludere: "Per questi motivi, è giusto che la riapertura della Sala della Niobe costituisca a tutti gli effetti una importante tappa nel percorso di avanzamento dei Nuovi Uffizi e che, quindi, avvenga contestualmente all’inaugurazione dell’allestimento di due nuove Sale dedicate al Cinquecento negli ambienti – anch’essi decorati in età lorenese – il cui restauro è stato ultimato nel giugno scorso".

Alessandra Marino, responsabile del cantiere di restauro, anche in qualità Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato, sottolinea il fatto che "Il consolidamento effettuato a museo costantemente aperto, ad un passo dal grande flusso di visitatori ignari dell’importanza del cantiere che si svolgeva dietro una delle porte prospettanti sulla Galleria, costituisce un’applicazione avanzata ed innovativa volta a coniugare sempre più strettamente efficienza delle prestazioni e reversibilità dell’intervento. Grazie ad esso sono stati scongiurati rischi futuri e la Sala della Niobe può riaprire oggi le sue porte; potremo così nuovamente ammirarne, in tutta sicurezza, l’elegante architettura e la preziosa decorazione".

(Galleria degli Uffizi, comunicato 21 dicembre 2012)


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