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La Galleria degli Uffizi a Livorno!

La Primavera del BotticelliIl sindaco della città labronica Filippo Nogarin ha scritto al direttore degli Uffizi proponendo la creazione di una succursale del museo fiorentino realizzato utilizzando opere non esposte: il dott. Eike Schmidt gli ha risposto entusiasta proponendo una soluzione alternativa, ritagliata su misura, ossia una mostra a lungo termine plasmata sulle specificità culturali di Livorno.

La Primavera del Botticelli alla terrazza Mascagni? Non è proprio così, quell'opera rimarrà ovviamente agli Uffizi, ma un'idea simile è frullata nella mente di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno: portare una parte delle opere al momento non esposte presso la Galleria degli Uffizi in un museo allestito in città.

Il primo a riportare la notizia della risposta del dott. Eike Schmidt è il giornalista Marco Gasperetti su Corriere.it (Uffizi sul mare? Sì, come mostra a lungo termine).

L'idea è un modo per valorizzare opere che al momento giacciono negli scantinati, inutilizzate, un po' come hanno fatto nel 2013 al British Museum di Londra dove, con opere provenienti da Pompei ed Ercolano, organizzarono una mostra che ebbe un enorme successo: "Life and Death: Pompeii and Herculaneum".

(ToscanaGo, 18 ottobre 2015)


La lettera di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno:

Carissimo dott. Schmidt, desidero innanzitutto complimentarmi con Lei per la Sua recentissima nomina a direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze e augurarLe buon lavoro per questo Suo prestigioso incarico. Come presumo sappia, la città di Livorno, della quale sono Sindaco da oltre un anno, è nata per volontà dei Medici; grazie al contributo delle opere di Bernardo Buontalenti, Antonio da Sangallo il Vecchio, Francesco Cantagallina e Pietro Tacca, il suo originario centro storico – il “Pentagono del Buontalenti” – ha rappresentato, dal punto di vista architettonico, un esempio di città ideale. I nominativi che ho elencato hanno contribuito a fare di Firenze la capitale del Rinascimento, un’epoca che, con la scoperta dell’umanesimo, ha influenzato tutta la storia mondiale sino ai giorni nostri.

La continua osmosi tra Firenze e Livorno è proseguita nei secoli successivi, culminando con la celebrazione, a livello internazionale della Scuola Macchiaiola, che, nata nella città labronica, ha avuto nel Caffè Giubbe Rosse di Piazza della Repubblica la sua vetrina più prestigiosa. L’importanza di Livorno dal punto di vista culturale tra il XIX e il XX Secolo è evidente a tutti, avendo dato i natali ad artisti storici e di fama mondiale come Giovanni Fattori e Amedeo Modigliani. Sono convinto che la relazione tra le due città toscane debba saper trovare nuova linfa e legami. Livorno è il porto naturale della Regione e centinaia di migliaia di turisti sbarcano per recarsi nella città toscane e, in primis, proprio a Firenze.

Livorno è quindi un’ambasciatrice della toscanità e del periodo mediceo; ed è da qua che mi preme ripartire per questa mia lettera. La Galleria degli Uffizi di Firenze rappresenta l’eccellenza del patrimonio culturale italiano, di gran lunga il polo museale più visitato in Italia e tra i più importanti al mondo. Le opere esposte sono solo una parte di un’immensa collezione che meriterebbe di venire valorizzata il più possibile. Il Polo Museale di Livorno ha, come punta di eccellenza, il Museo Fattori, che espone quella che certamente è la più importante collezione di opere macchiaiole, da Giovanni Fattori fino a un’opera di un giovanissimo Modigliani, ma ci sono strutture come i Granai di Villa Mimbelli e il futuro Museo della Città che hanno grande possibile di crescita. Ritengo che a Livorno si possa replicare l’operazione che ha portato alla creazione del Louvre Lens, con una sorta di “Ambasciata degli Uffizi”.

Creare sinergie simili può permettere di valorizzare un patrimonio immenso lanciando una sfida importante per il mondo culturale nazionale e non solo. Con questo spirito desidero invitarLa a visitare il Museo Fattori nell’assoluta certezza che la visione di tanta bellezza possa meglio di ogni parola contribuire alla costruzione di simili percorsi. Le “Leggi Livornine” che hanno marcato la storia della città, individuando nei traffici commerciali l’elemento di coesistenza tra popoli diversi, hanno ora bisogno di essere riattualizzate grazie ai valori della cultura e dell’arte. Esattamente il contrario di quanto, purtroppo, anche in queste tragiche ore stiamo assistendo nello scacchiere internazionale.

Filippo Nogarin

La risposta di Eike Schmidt, direttore designato della Galleria degli Uffizi;

Gentile Signor Sindaco, Ricevo con piacere la Sua email, che leggo anche sulla stampa, con la richiesta di concessioni di dipinti dai depositi degli Uffizi ai musei livornesi. La ringrazio dei suoi saluti e delle congratulazioni, che mi giungono veramente gradite. Tra l’altro, Livorno è una città che mi è molto cara: come studioso ho pubblicato sul Tacca, e anche in tempi recenti sui rapporti tra Modigliani e l’arte del Medioevo e Rinascimento.

Circa la Sua proposta, ancora non posso fare dichiarazioni o promesse: solo da pochi giorni ho saputo della mia nomina, e non prenderò servizio prima del prossimo autunno. In linea di massima, sarebbe mia intenzione continuare l’eccellente serie “I mai visti” creata dall’attuale direttore Antonio Natali, esponendo, in mostre sul territorio, opere provenienti dai depositi.

Ho invece visto gli esiti sostanzialmente deludenti dei vari esperimenti di “musei succursali”, come quello di Lens. Penso che per Livorno sarà meglio pensare a mostre temporanee, anche a lungo termine se le condizioni delle opere lo consentiranno, plasmate magari sulle specificità culturali della Sua città.

Essendo inoltre Livorno nella giurisdizione del Polo Museale Regionale, il parere del Direttore Stefano Casciu sarà fondamentale, e vorrei che ogni iniziativa su questo fronte fosse messa a punto di concerto con lui e con il Soprintendente per il territorio di Pisa e Livorno, Andrea Muzzi.

Di questi progetti – e può immaginare che me ne stanno arrivando già, malgrado fino al mio arrivo il direttore degli Uffizi sia Antonio Natali – dovrò sempre parlare con i miei colleghi, e con i vari curatori dei musei che dovrò dirigere, verificando i regolamenti che legano le opere dei depositi al loro museo d’origine, ovvero gli Uffizi e Pitti.

Eike Schmidt

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