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Elliott Erwitt. Retrospective

New York, 1946, Elliott ErwittDal 18 aprile al 30 agosto 2015 si terrà la mostra che racconta la storia di un grande fotografo attraverso 136 scatti legati a oltre 60 anni di carriera, a cura di Maurizio Vanni, organizzata dal Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art in collaborazione con la Magnum Photos di Parigi e prodotta da MVIVA. L’esposizione è la terza di una serie di mostre organizzate con l’agenzia parigina, dopo quelle di Henri Cartier-Bresson e Robert Capa.

Immagini allegate al comunicato stampa © Elliott Erwitt-Magnum Photos.

La mostra vuole indagare il lavoro del fotografo statunitense, figlio di ebrei russi, noto per i suoi scatti in bianco e nero che ritraggono situazioni ironiche ed assurde di tutti i giorni, attraverso 136 fotografie che rappresentano una panoramica esaustiva ed unica della storia del fotografo.

Pur avendo avuto come mentori Robert Capa, Edward Steichen e Roy Stryker, la fotografia di Erwitt ha assunto uno stile proprio, al tempo stesso intimista, ironico, sorprendente, certe volte impertinente e dolcemente irriverente, ma sempre tecnicamente impeccabile. Anche gli scatti più evocativi, sono legati all'occasionalità del momento, al qui e ora di un luogo e di un tempo, al sorriso spontaneo di fronte a una scena atipica o a un ossimoro visivo.

California, USA, 1955.

Erwitt, oltre ad avere una fervida immaginazione, possiede una grande capacità di osservare le persone, gli animali, le cose e la vita attraverso ironia e disincanto, perspicacia e intelligenza, spirito ludico e raffinatezza mentale. Ne scaturiscono scatti curiosi, divertenti, atipici e non convenzionali, composizioni strane e fuori dal comune, ma senza nessuna forzatura: “Immortalo ciò che vedo. Potrei dire che è una sorta di diario dei miei ultimi sessant’anni. Alcune immagini fanno parte di lavori che mi avevano commissionato, altre no, sono state scattate semplicemente perché mi piace fotografare”.

Durante la sua vita, Erwitt viaggia e scatta moltissimo dando priorità al momento rubato. Soggetti visti attraverso un obbiettivo imprevedibile: “Le idee vengono dopo che l'immagine è stata realizzata. Credo che la maggior parte delle volte sia andata così: ho scattato delle foto in base al mio istinto e poi, in seguito, ho fatto delle considerazioni al riguardo”.

(Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, comunicato stampa)


New York City, USA, 1946.

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