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Rally del Ciocco 2014: tris per Basso-Dotta su Ford Fiesta R5 a Gpl

Il Rally del Ciocco e Valle del Serchio passerà alla storia per aver fatto debuttare – e visto vincere – una nuova frontiera della tecnologia automobilistica sportiva. L’equipaggio trevigiano ha preso in mano la situazione dalla prima prova speciale senza più lasciare la leadership. Seconda piazza finale per il Campione tricolore in carica Umberto Scandola (Skoda Fabia S2000) e terzo Paolo Andreucci (Peugeot 288 T16). Ieri, la gara del Trofeo Rally Nazionali, che partiva in coda, ha conosciuto la vittoria del pistoiese Luca Artino, con una Skoda Fabia S2000.

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Immagini di Valerio Incerpi © Riproduzione riservata.

Tris di successi al Ciocco, per Giandomenico Basso e Mitia Dotta, dopo le vittorie del 2003 e del 2013. Il gradino più alto del podio, della 37^ edizione della gara, per l’equipaggio trevigiano ha un sapore particolare, in quanto passerà alla storia per averlo salito portando in gara la grande novità della Ford Fiesta R5 alimentata a GPL. Vettura nuova, dell’ultima generazione, con l’aggiunta di un carburante che per le corse su strada ha dunque aperto una nuova ed interessante frontiera.

Questa prima prova del Campionato Italiano Rally, sedici prove speciali corse tra ieri e la mattina odierna, partita venerdì sera dall’esclusiva location di Forte dei Marmi è stata confortata da due bellissime giornate di sole, conoscendo poi sul campo un confronto decisamente esaltante da vedere quanto adrenalinico da correre, anche ricco di tanti spunti di discussione.

Basso e Dotta hanno preso il comando con forza dalla prima Prova Speciale per riuscire a tenere in mano la leadership con forte autorità e allontanandosi progressivamente dalla concorrenza. Nella parte centrale della prima tappa, per Basso c’è stato il brivido dell’indurimento dell’idroguida, problema poi risolto con la sostituzione del particolare, e da quel momento sino allo sventolare della bandiera a scacchi ha saputo orchestrare al meglio le proprie mosse andando a conquistare un successo dal retrogusto forte, consapevole anche di avere scritto una pagina importante di storia tecnica e sportiva.

La seconda posizione finale è andata nelle mani del veronese Umberto Scandola, il Campione tricolore in carica. Con la Skoda Fabia S2000 ufficiale. La prima giornata di gara, per Scandola è stata condizionata dal danneggiamento di una ruota (PS1) e poi lamentando alcuni problemi di freni, ma ha saputo rimanere in scia al meglio, pur anche sudando freddo per una successiva gomma stallonata (PS 11).

Decisamente adrenalinica la lotta per il gradino più basso del podio, quella tra il sorprendente siciliano Andrea Nucita, alla sua seconda esperienza con una Peugeot 207 S2000 e l’attesissimo idolo locale Paolo Andreucci, seguitissimo dal “suo” pubblico, portando in gara la Peugeot 208 T16 R5 ufficiale. Andreucci ha finito terzo dopo una prestazione sofferta con la sua nuova vettura, con la quale ha cercato di trovare il miglior feeling possibile e le migliori sensazioni.

Nucita già dal via aveva saputo inserirsi di prepotenza nell’attico della classifica, poi nel finale della prima tappa la rottura di un semiasse lo aveva fatto arretrare proprio dando strada ad Andreucci. Poi, stamani, ha ripreso ritmo – ed anche la terza posizione – approfittando anche delle disavventure del Campione garfagnino, che nel primo giro della “Massasassorosso” aveva perso secondi preziosi per una panne elettrica. La penultima “piesse”, il secondo giro della “Cerretoli”, ha rimescolato le carte di nuovo: Nucita prima ha “toccato” poi un principio di incendio, lo ha costretto a gettare la spugna.

Quarto ha concluso il massese Gabriele Ciavarella, il primo dei non iscritti al Campionato Italiano. Al via con una Ford Fiesta R5 che sta guidando per la terza volta, è sempre riuscito a gravitare nelle posizione al sole della classifica assoluta ed anche per lui c’è stato comunque da lottare per vedere la bandiera a scacchi con il sorriso. Ieri sera aveva perso la quinta piazza a due prove dal termine per una foratura, cedendo ad un altro lucchese assai atteso, Rudy Michelini, tornato sulla Peugeot 207, poi ha saputo nuovamente riprendere ritmo finendo il Ciocco da grande protagonista, firmando anche il miglior tempo in due dei quattro passaggi nella “piesse” disegnata dentro il comprensorio del Ciocco.

Michelini, ha poi finito quinto, lamentando il fatto di non essere mai riuscito ad entrare in sintonia a dovere con la vettura, con la quale comunque ha prodotto una buona progressione.

Il rientrante Andrea Perego, con una Mitsubishi Lancer Evolution Gruppo N, ha firmato la sesta posizione con una prestazione estremamente regolare, mentre tra i ritiri “eccellenti” vi è stato, oltre a Nucita, quello di ieri del bergamasco Alex Perico (Peugeot 207 S2000), fermatosi dopo la prima prova speciale per aver danneggiato irrimediabilmente la coppa dell’olio in un “taglio” di curva.

Nei trofei monomarca vittorie del reggiano Ferrarotti nella serie “Renault Clio R3 Produzione”, vincitore anche della classifica tricolore “Produzione”, del lombardo Alex Vittalini nel “Citroen Racing Trophy” e del lucchese Luca Panzani nel “Twingo R2 Top”. Nella frizzante gara degli Junior l’ha spuntata il pavese Giacomo Scattolon, con una Peugeot 208 R2, con la quale ha chiuso anche in una meritatissima nona posizione assoluta.

Ieri, la gara riservata Trofeo Rally Nazionali (TRN) che, per regolamento, ha previsto la sola prima tappa, conferendo il coefficiente 2,5 di punteggio per il Campionato di IV zona, la vittoria è andata al pistoiese Luca Artino, affiancato da Tricoli, alla sua terza esperienza con la Skoda Fabia S2000. Secondo è arrivato l’equipaggio Pinelli-Demari (Renault Clio R3), terzi invece Vanni-Ori, al loro debutto con una Grande Punto Abarth S2000 con la quale hanno sofferto l’adattamento, compiendo una gara in progressione.

CLASSIFICA: ASSOLUTA: 1. Basso-Dotta (Ford Fiesta R5) in 1:36'25.0; 2. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) a 28.2; 3. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 R5) a 1'02.7; 4. Ciavarella-Perna (Ford Fiesta R5) a 2'33.7; 5. Michelini-Angilletta (Peugeot 207 S2000) a 2'39.9; 6. Perego-De Luis (Mitsubishi Lancer Evo X) a 3'30.7; 7. Ferrarotti-Castiglioni (Renault New Clio) a 5'57.0; 8. Andolfi-Casalini (Renault New Clio) a 6'17.1; 9. Scattolon-Grimaldi (Peugeot 208 VT) a 7'24.8; 10. Vittalini-Tavecchio (Citroen DS 3) a 7'26.6.

(MGT Comunicazione, comunicato stampa 16 marzo 2014)


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