Museo Didattico sulla Civiltà Della Scrittura

Il Museo Didattico sulla Civiltà Della Scrittura di San Miniato ha una vocazione prettamente didattica, ideato per gli studenti sia della scuola primaria che della secondaria inferiore. Io ho portato la mia scolaresca in terza, nel momento in cui si cominciava a studiare la preistoria e poi la storia, allo scopo di rendere la storia delle civiltà più affascinante e più facile da apprendere. Ci troviamo dunque di fronte ad un museo di nuova concezione che, attraverso originali e copie, documenta alcuni aspetti fondamentali delle grandi civiltà del passato: la scrittura e la numerazione.

Il percorso didattico sulla storia dei supporti, dei segni, delle scritture e degli alfabeti, è affiancato da laboratori specifici sulla scrittura egizia, quella etrusca, quella medievale, la stampa con il torchio. Gli alunni sono invitati a osservare, a toccare, a manipolare i materiali, a utilizzare gli strumenti: penne d’oca, scalpelli, bastoncini per incidere.

I laboratori sono tutti coinvolgenti ma i miei alunni hanno trovato sicuramente più allettanti quelli della pietra, dell’argilla, del papiro, della tavoletta cerata, della pergamena attraverso i quali si sono trasformati in scriba, scalpellini, amanuensi, sperimentando in prima persona le varie tecniche antiche, lontane dal loro vissuto.

Il percorso museale “Dal dito al digitale”, che rappresenta un completamento della storia dei supporti, va dalla macchina da scrivere all’uso didattico del PC.

Nel laboratorio delle pitture rupestri si possono osservare le più note rappresentazioni pittografiche del Paleolitico, considerate a tutti gli effetti prime forme di comunicazione tra gli uomini. Qui è possibile sperimentare, con l’utilizzo di colorate terre, la pittura di oggetti.

Nel Museo Didattico sulla Civiltà Della Scrittura troviamo una sezione dedicata alla storia del numero dove vengono ricostruite le tappe fondamentali di un percorso affascinante che parte da quando l’uomo ha iniziato ad elaborare i numeri, passando attraverso le numerazioni presso i popoli Mesopotamici e presso gli Egiziani fino ad arrivare ai nostri giorni. I visitatori possono partecipare attivamente attraverso giochi di tipo logico-matematico che permettono loro di conoscere le varie regole di calcolo e di applicarle.

Un’ulteriore sezione è dedicata al tempo dove, oltre ad osservare strumenti riprodotti fedelmente, come la "meridiana", lo "gnomone", lo "scafos", la "clessidra a polvere e ad acqua", è possibile provare ad utilizzarne alcuni per sperimentare le misurazioni del tempo. Il percorso parte dall’uomo primitivo che, per controllare il tempo, probabilmente utilizzava la sua ombra (lo gnomone umano), lo stesso principio ripreso poi dagli Egizi attraverso gli obelischi.

(ToscanaGo, 9 febbraio 2013. Articolo di Giuseppina Lupo)

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Intervista a Rossella Giuntoli sul museo:

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