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Marina di Pisa: cultura, mare e degustazioni

Come visitare in mezza giornata una basilica in stile romanico, passare due ore al mare e mangiare in uno dei migliori ristoranti di pesce del litorale pisano.

Domenica 14 aprile 2013 eravamo a San Miniato per fare alcune foto, approfittando della pace della mattina e della luce particolarmente favorevole. Verso le undici abbiamo finito e, visto il bel tempo e la giornata libera a disposizione, saliamo in macchina per fare una puntata veloce verso il mare.

Imbocchiamo così la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e dopo circa 50 chilometri siamo all'uscita della FI-PI-LI, nei cui pressi ci fermiamo ad ammirare la splendida basilica di San Piero a Grado, un edificio religioso in stile romanico pisano che si staglia maestosa praticamente in mezzo alla campagna, realizzata con pietre locali: tufo livornese e pietra bianca e nera di San Giuliano.

La basilica, iniziata nel X secolo e finita nell'XI secolo, è riconosciuta "Monumento messaggero di Pace" dai Club Unesco. L'edificio in realtà nasce su costruzioni di epoche precedenti, come scoperto durante gli anni Cinquanta e Sessanta: le fondamenta appartenevano a edifici portuali romani, il muro dell'abside alla chiesa precedente (IV secolo) ed altre due absidi di una seconda chiesa (VI-VII secolo). Esisteva anche un campanile, demolito il 22 luglio 1944 dalle truppe tedesche e di cui esiste un progetto di ricostruzione coltivato fin dal 1956 (quando furono gettate le nuove fondamenta ed eretti i primi sei metri di costruzione) e ripreso nel 1996 con l'obiettivo di dotare la basilica di un punto di osservazione alto 37 metri dal quale riuscire a vedere l'intero arcipelago toscano e la costa da Piombino alle Cinque Terre.

Ripartiamo e siamo praticamente arrivati a Marina di Pisa perchè San Piero a Grado è a pochissimi chilometri dal mare: il nome le deriva dal fatto che sorgeva vicino alla foce dell'Arno, in un punto nel quale le periodiche esondazioni del fiume avevano creato dei terrazzamenti naturali, dei "gradoni" appunto.

Il litorale di Marina di Pisa è un posto, ovviamente, pieno di ristoranti, così come tutte le località di mare. Noi abbiamo fatto una capatina al ristorante La Foresta, un locale davvero di gran classe: è molto caro soprattutto la sera, anche perchè di alto livello è anche la qualità che offre (pensate che il pesce è freschissimo e mai di allevamento: varia continuamente poichè viene acquistato dai pescatori della zona) ma se ci andate a pranzo trovate dei menù completi sui 30-35 euro, più ovviamente ciò che bevete. La cucina è davvero buonissima e curata nei minimi dettagli, presentazione dei piatti compresa: se non esagerate con il vino, almeno a pranzo anche il conto non sarà poi così esagerato. Incantevole anche la vista, con la vetrata sull'acqua se andate in inverno o direttamente sulla terrazza davanti al mare. Pensandoci bene con il mare in sottofondo, il tramonto all'orizzonte e del pesce freschissimo nel piatto potrebbe anche scapparvi da ridere: la foresta! Ci è venuto in mente durante il viaggio di ritorno a casa ma sarebbe una domanda interessante da fare al proprietario: come avete scelto il nome? Sarebbe come se sulle Dolomiti, lungo le piste da sci, qualcuno chiamasse un ristorante Il Golfo e poi servisse cinghiale e polenta eccezionali.

Qualche suggerimento sui piatti? Io adoro il loro baccalà mantecato, favoloso, e i dolci, non troppo complessi ma buonissimi. Se pranzate e dopo volete farvi un bagno potrebbe anche bastare... comunque è ottima anche la calamarata, così come il pesce al sale (orata, branzino, dipende dal pescato del giorno perchè come detto prima hanno dei pescatori di fiducia da cui si servono quindi non è detto che troviate tutto quello che vi dico).

Qualche chicca cinematografica: il ristorante a fianco è il famoso "da Toto" dove nel 1982 il regista Michele Lupo ambientò alcune scene del film Bomber con Bud Spencer. Non solo: sul retro c'è anche lo stabilimento balneare dove si allenava Bomber nel film, stessa spiaggia dove quattro anni prima, nel 1978, furono girate anche alcune scazzottate di un altro film sempre di Michele Lupo e sempre con Bud Spencer: Lo chiamavano Bulldozer.

(ToscanaGo, 21 aprile 2013)

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