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Sposarsi nel Convento di Giaccherino

anello di matrimonioUn matrimonio all'interno della bellissima ex struttura religiosa da oggi è possibile. È quanto ha deliberato nei giorni scorsi la giunta per valorizzare uno degli spazi più belli e rappresentativi del territorio pistoiese che offre uno scenario particolarmente suggestivo agli sposi che scelgono Pistoia per celebrare il proprio matrimonio civile.

FOTO COPYRIGHT TOSCANAGO © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tale disposizione offre così ai pistoiesi, ma anche ai cittadini provenienti da fuori provincia e dall’estero, la possibilità di sposarsi in un luogo unico nel suo genere e di grande pregio, che si aggiunge agli altri luoghi già tradizionalmente deputati alla celebrazione dei matrimoni e cioè: la saletta dell’ufficio di stato civile in Palazzo Fabroni, la sala del Gonfalone, la sala Maggiore del Palazzo comunale e Villa Puccini di Scornio.

Già nelle prossime settimane nello storico edificio potranno essere celebrati i primi matrimoni civili.

L’accordo di collaborazione. La decisione di mettere a disposizione questo nuovo scenario viene a seguito della firma dell’accordo di collaborazione tra il Comune e la società Rinascimento Srl, proprietaria dell’immobile, avvenuta lo scorso giugno. L’obiettivo dell’intesa era non solo quello di valorizzare attraverso iniziative promozionali, turistiche e culturali il complesso ex-conventuale, inserito in un contesto paesaggistico di particolare pregio, ma anche quello di renderlo maggiormente fruibile, mettendo a disposizione del Comune gli spazi e organizzando visite guidate per cittadini, turisti e scuole. In particolare, la convenzione prevede la possibilità da parte dell’Amministrazione di usufruire degli spazi - senza alcuna spesa - per dieci giorni all’anno e l’impegno da parte della società Rinascimento srl di concordare con il Comune almeno 5 visite annue al complesso.

L’utilizzo della struttura. Per il momento, la possibilità di sposarsi al convento è stata avviata in via sperimentale per l’anno 2015, al fine di valutarne l’efficacia e la compatibilità con l’organizzazione delle attività del servizio comunale di stato civile. Per celebrare le nozze all’ex convento di Giaccherino sarà necessario farne richiesta agli uffici comunali e versare al Comune la cifra che varia a seconda se si è o meno residenti nel Comune di Pistoia (per i residenti la cifra è più vantaggiosa) e del giorno della settimana prescelto. Se almeno uno sposo è residente a Pistoia, dal lunedì al sabato mattina la cifra è di 750 euro, mentre è di 800 dal sabato pomeriggio alla domenica e nei festivi. Per sposi non residenti a Pistoia, dal lunedì al sabato mattina il costo è di 850 euro, mentre è di 900 nei festivi, il sabato pomeriggio e la domenica. Il calendario degli appuntamenti sarà gestito dall’Amministrazione, mentre la società Rinascimento dovrà garantire un adeguato allestimento, equivalente almeno a quello previsto per le altre sale di stato civile.

La riqualificazione. La società proprietaria dell’ex convento ha da tempo iniziato i lavori di riqualificazione dell’imponente complesso immobiliare con l’obiettivo di utilizzare i locali a scopo turistico-ricettivo, ma anche di favorirne la fruizione da parte della città e delle sue istituzioni. Nel quadro degli obiettivi di riqualificazione e promozione del complesso conventuale anche per scopi culturali e formativi, la società ha anche promosso la costituzione e l’attività di un’associazione “no-profit” che ha come scopo fondamentale quello di far conoscere e sempre più frequentare gli spazi dell’ex convento ai cittadini, alle associazioni e alle tante realtà territoriali.

La storia. Il convento di Giaccherino si trova a pochi chilometri da Pistoia, su di un colle che domina tutta la pianura che dal passo di Serravalle, dal quale si accede alla Lucchesia, si apre fino a Firenze. Proprio per questa sua collocazione - vicino alla via Lucensis, ovvero che conduceva a Lucca – veniva chiamato fin dai tempi antichi “il convento del monte Lucense”. Il toponimo Giaccherino si pensa derivi da un oste, di nome Cecchino o Cieccherino, che doveva gestire una locanda nelle vicinanze.

Il primo impianto nacque all’inizio del XV secolo quando, in un modesto nucleo architettonico (costituito da una piccola chiesa, due chiostri intorno ai quali si aprivano delle celle, un refettorio, la cucina e l’infermeria) si insediarono i frati Minori dell’Osservanza, ovvero quel movimento di Francescani riformisti che dalla seconda metà del XIV secolo si era fatto promotore di un ritorno alla regola iniziale di Francesco, vivendo umilmente in romitaggio. La costruzione fu voluta da Gabriello Panciatichi, un ricco banchiere che in età avanzata, avendo timore della morte, cercò di guadagnarsi un posto in paradiso attraverso donazioni ed opere di bene. Durante i secoli il convento si ampliò fino a diventare uno dei più importanti centri francescani in Toscana. Fu dotato di opere d’arte di artisti come Mariotto di Nardo e Rossello di Jacopo Franchi, inoltre fu costruita una grande biblioteca, il convento fu eletto luogo di studio per i clerici e divenne sede di riunione periodica per i Capitoli della Provincia. Nella seconda metà del quattrocento i maggiori maestri miniatori pistoiesi e fiorentini lavorarono ad un gruppo di codici liturgici di grande rilievo artistico.

(Comune di Pistoia, comunicato stampa 18 aprile 2015, n. 245)

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