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Villa Bellavista a Borgo a Buggiano

A pochi chilometri da Montecatini Terme, lungo la via Livornese che collega Borgo a Buggiano con Chiesina Uzzanese, l'edificio era un tempo considerato la villa più bella d’Italia dopo la Reggia di Caserta.

La toscana è una regione ricca di ville storiche fatte costruire in passato dalle più importanti famiglie toscane. Furono i Medici ad iniziare questa tradizione. Gli edifici erano decorati con opere d’arte, circondati da immensi parchi e splendidi giardini abbelliti da vasche, fontane con giochi d’acqua e statue a rappresentare la potenza dei proprietari. Visitare molte di queste ville è possibile ed è un’opportunità che ci permette di conoscere la vita delle grandi famiglie toscane e la loro storia. Esse quindi rivestono un’importanza artistica, culturale e storica unica.

Un esempio formidabile di questa tradizione è la Villa di Bellavista che si trova a pochi chilometri da Montecatini Terme, lungo la via Livornese che collega Borgo a Buggiano con Chiesina Uzzanese. Un tempo, quando la Villa era nel suo massimo splendore, veniva considerata la più bella d’Italia dopo la Reggia di Caserta. Il nome Bellavista è appropriato poiché dalla lieve altura su cui sorge si gode di un bellissimo e vasto panorama che va dal Montalbano passando dalle Cerbaie fino alla valle dell’Arno.

L'aspetto attuale risale a dopo il 1673 quando Francesco Feroni acquistò dal Granduca Cosimo III dei Medici una tenuta con 45 poderi. Il contratto consentiva all’acquirente di dar vita ad un vero e proprio feudo, concedendogli anche il titolo di Marchese. Bellavista rientrò quindi in quel fenomeno di "rifeudalizzazione" delle campagne avviato dai Medici, col duplice scopo di legare alla Famiglia importanti interessi economici e politici e per alimentare le casse del suo Granducato. Dopo la costruzione di un mulino, una fornace ed altri edifici ad uso agricolo Feroni, nel 1673 affidò all’architetto Antonio Maria Ferri il progetto per la costruzione della Villa. I lavori terminarono dopo la sua morte e furono proseguiti dal figlio Fabio Feroni che fece erigere anche una cappella in onore al padre.

La Villa agli inizi del ‘700 appare in tutto il suo splendore e vi si conduce una ricca vita di corte. Ma ben presto il valore di molti poderi diminuisce a causa del loro impaludamento e la famigli Feroni vende i propri appezzamenti mantenendo solo la Villa. Nel 1829 anche questa viene venduta ai Buonaguidi di Borgo a Buggiano. Passa poi ad Ermanno Kanzler, generale pontificio. Nei primi due decenni del ‘900 la villa torna agli splendori del passato e vi soggiornano personaggi famosi ed artisti.

L’edificio attualmente è di proprietà del Ministero dell’Interno che l’ha acquistata nel 1938 e destinata all'Opera Nazionale Assistenza Vigili del Fuoco. Venne in seguito utilizzata per diversi scopi: come casa di convalescenza per i Vigili de Fuoco, come Ospedale Militare per le truppe tedesche prima e americane poi. Finita la guerra si trasforma in istituto per l'accoglienza degli orfani. L’istituzione, inaugurata nel 1950, riceve riconoscimenti sia in Italia che all’estero per l'ottima organizzazione e conduzione. In seguito alla sua chiusura avvenuta nel 1968 inizia il declino di Bellavista. La Villa viene abbandonata per oltre venti anni fino al 1992 quando finalmente riapre al pubblico. In alcuni locali è allestito il Museo Storico Regionale del Corpo dei Vigili del Fuoco. E’ in programma un restauro della Villa e una ristrutturazione degli edifici per realizzare un centro di soggiorno termale per le famiglie dei Vigili del Fuoco.

L’edificio, di grandi dimensioni, è di stile barocco, sobrio ed elegante. La Villa presenta una facciata con quattro torrette angolari sporgenti che le conferiscono un aspetto curvilineo e avvolgente. Nella sua parte centrale più alta presenta un orologio meccanico dentro un timpano decorato. Una balconata la attraversa a livello del primo piano in tutto il suo perimetro esterno ed un’altra sul cornicione. Grandi finestre si affacciano sull'intero perimetro. L’ingresso, in posizione centrale è caratterizzato da un portico a tre arcate. I profili delle finestre, delle torri d’angolo e del portico d’ingresso, in pietra serena, contrastano con il bianco dell’intonaco. Il prospetto posteriore si differenzia esclusivamente per la presenza di una scala a due rampe che ha preso il posto del portico.

All’interno troviamo un grande e magnifico salone centrale strutturato su due piani; presenta un soffitto affrescato che rappresenta la guerra religiosa contro i Turchi e ballatoi con balaustre per ospitare i musicisti durante le serate di ballo. Intorno alla grande sala sono distribuiti, in modo allineato, gli altri ambienti così da realizzare lunghe vedute prospettiche. Molte stanze, decorate e affrescate da Pier Dandini e da Rinaldo Botti meritano di essere visitate, come anche lo scalone e la galleria e la cappella gentilizia che si trova nel giardino.

Un maestoso viale conduce all’ingresso principale e divide il giardino antistante la Villa. Ai lati del viale sono collocati vasi ornamentali e statue intervallati da grandi alberi, siepi e cespugli. Davanti alla Villa, in posizione centrale si trova una magnifica vasca.

Per chiunque desideri visitarla, la villa si trova a Buggiano, in località Santa Maria, via Livornese n. 28 (Telefono: 0572/33553) Le prenotazioni per i gruppi vengono effettuate presso la biblioteca comunale di Buggiano. La domenica la villa è chiusa.

(ToscanaGo, 16 marzo 2013. Articolo di Giuseppina Lupo. Guarda il fotoreportage. Guarda anche ristoranti e hotel in zona provati da ToscanaGo)

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