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Il padule di Fucecchio

Una flora antica e una fauna sorprendente in quello che è considerato un paradiso dagli appassionati di birdwatching e di fotografie naturalistiche.

11 maggio 2014: Festa del Padule.

La Toscana presenta varie zone umide interne che si trovano sulle principali rotte migratorie e che pertanto costituiscono punti di sosta insostituibili di particolare pregio storico-naturalistico. Tra queste troviamo la più grande palude interna della penisola: il Padule di Fucecchio che, con un’ampiezza di 1800 ettari, oggi notevolmente ridotta rispetto all’antica palude, si estende al confine tra le provincie di Firenze e di Pistoia. Occupa la parte sud della Valdinievole, tra il Montalbano e le colline delle Cerbaie. Vari fiumi vi riversano le loro acque: Nievole, Pescia Nuova, Pescia di Pescia, Pescia di Collodi, Borra, Salsero, Vinci, che a mo’ di ventaglio si gettano nel canale maestro detto Usciana il quale, dopo aver percorso per 18 chilometri un territorio parallelamente all’Arno, costituisce l’unico emissario del Padule.

Grazie alla ricchezza e alle caratteristiche della flora e della fauna, nonchè alla peculiarità del paesaggio, questa zona è un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati di birdwatching e di osservazioni naturalistiche. Solo 230 ettari del territorio del Padule sono tutelati da riserve naturali istituite dalle amministrazioni provinciali di Firenze e di Pistoia.

Il Padule è stato inserito nell'elenco dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia redatto nel 1979 dalla Società Botanica Italiana poiché ospita contemporaneamente piante adatte a climi diversi. Convivono ad esempio piante di clima caldo umido come il morso di rana e la felce reale e alcune tipologie di muschi propri di climi freddi del nord, residui delle ultime glaciazioni. Si trovano ancora isolotti di sarello e della cannuccia del padule tipici degli ambienti ad acque ferme. Sulle acque troviamo inoltre le ninfee che formano i lamineti e altra vegetazione ormai rarissima a causa della diffusione di animali "alieni".

Qui si possono osservare oltre 200 specie di uccelli. Particolare rilievo naturalistico assumono gli aironi di varie specie che formano la colonia di nidificazione più importante dell’Italia centro-meridionale. Fra i mammiferi ricordiamo la nutria, che mina l’esistenza di alcune piante palustri e acquatiche come le ninfee, e il topolino delle risaie, il più piccolo roditore europeo.

Ricca ed importante è la microfauna. Sono state censite oltre 1000 specie di coleotteri: il padule rappresenta ancora una volta un'importantissima area di rifugio per molte specie legate a climi freddi, le stesse che si ritrovano nelle torbiere dell'Europa centro-settentrionale. Da segnalare infine la diffusione del gambero della Louisiana, altra specie "aliena" introdotta dal continente americano che per l’alta capacità di predazione delle uova di pesci e anfibi è considerato un flagello (si nutre inoltre di piante acquatiche mettendo a rischio alcune specie vegetali). Ricordiamo la presenza della biscia dal collare e del topolino delle risaie, protetti entrambi in base ad una legge della Regione Toscana. L’ecosistema del padule, costituito da mammiferi, pesci, molluschi, artropodi, batteri, alghe, protozoi, funghi e altri microrganismi, oggi è in crisi a causa dell’inquinamento che ha già ridotto buona parte della selvaggina e che difficilmente si riesce a tenere sotto controllo. L'ambiente nella stagione primaverile, periodo consigliabile per le escursioni, riesce comunque a suscitare emozioni uniche soprattutto per il passaggio di specie rare come la cicogna nera e la gru.

Nel mese di giugno inoltre dai responsabili del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio viene organizzata il “Giorno della Cicogna” con lo scopo di offrire a tutti gli appassionati la possibilità di poter assistere ad uno speciale evento naturale: alla fine di marzo infatti le femmine di questi animali entrano in cova e nel mese di maggio sono previste le prime nascite. In questa zona infatti, ormai da anni, in primavera, tornano puntualmente a nidificare le cicogne. Pare che stiamo assistendo ad un graduale processo di ricolonizzazione di questi splendidi animali e così associazioni e centri specializzati si stanno adoperando per adottare interventi mirati di protezione affinchè il ritorno della Cicogna Bianca sia definitivo. Diversi sono i nidi identificati, tra questi quello del Fossetto a Monsummano e quello di Fucecchio.

In una zona di così grande importanza naturalistica purtroppo è ancora possibile praticare la caccia che rimane un’attività significativa anche se nell’ultimo periodo si è notata una lieve flessione.

Solo 230 ettari del territorio del Padule è tutelato da Riserve Naturali istituite dalle amministrazioni provinciali di Firenze e di Pistoia. La zona naturalisticamente più interessante è situata prevalentemente nei Comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Fucecchio ed è attrezzata con strutture per la visita ed osservatori faunistici. Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, che ha sede a Castelmartini (frazione di Larciano), offre attività didattiche a carattere scientifico in laboratorio ed escursioni guidate a carattere naturalistico e storico-ambientale per le scolaresche. Il centro inoltre organizza visite anche turistiche nella riserva in auto, in mountain-bike e a piedi.

Oltre che per le sue ricchezze naturalistiche il padule è importante per le significative testimonianze storiche che si collegano alla famiglia dei Medici e dei Lorena che, attraverso opere di bonifica, aumentarono i terreni agricoli. Contemporaneamente si svilupparono le attività legate alla pesca, alla caccia e alla lavorazione delle erbe palustri. Il Padule diventò un punto importante per il trasporto delle merci che avveniva lungo i canali e per la comunicazione tra la Valdinievole e Firenze con la realizzazione di strade intorno al Padule. Restano tuttora porti, canali, il ponte mediceo di Cappiano, sulla via Francigena, gli essiccatoi del tabacco. La storia più recente è raccontata dalle lapidi che ci ricordano l'orribile eccidio compiuto dei tedeschi il 23 agosto 1944.

Grazie all’opera di pochi artigiani restano ancora in vita attività tradizionali legate alla lavorazione delle erbe palustri per realizzare ceste, impagliare sedie e rivestire fiaschi.

(ToscanaGo, 7 maggio 2014. Articolo di Giuseppina Lupo. Guarda il fotoreportage. Leggi anche la scheda Mangiare e dormire a Lucca e dintorni)

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Vita nel padule di Fucecchio.


Airone cenerino filmato da Carlo Benvenuti.


Battibecco tra garzetta e cavaliere d'Italia filmato da Carlo Benvenuti.

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