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Villa medicea La Ferdinanda

Il complesso, famoso per i suoi cento camini dalle varie forme, è composto dalla villa, dall'ex Paggeria oggi trasformata in hotel con piscina e da una terza struttura adibita a ristorante con vista panoramica sulla valle. La tenuta produce olio e vini di qualità.

La Villa Medicea La Ferdinanda, chiamata anche villa dei cento camini per la particolare serie di comignoli di varia forma che svettano sul suo compesso (67 sul tetto della villa ed altri 33 sparsi sui tetti dell'ex Paggeria e del ristorante Piagio Pignatta che sorgono al suo fianco), fu fatta costruire come residenza di caccia dal Granduca Ferdinando I de' Medici, figlio di Cosimo I, che ne affidò i lavori, eseguiti tra il 1596 e il 1600, all'architetto fiorentino Bernardo Timante Buonacorsi detto Buontalenti. Attorno alla villa fu istituita un'enorme riserva di caccia chiamata Il Barco Reale Mediceo, inaugurata il 17 maggio 1626 e da cui ha preso il nome la prima Denominazione di Origine Controllata vinicola della storia, anticipando di un secolo la prima Appellation d'Origine Contrôlée francese: la DOC Barco Reale di Carmignano, creata dal granduca Cosimo III nel 1716 e tutt'ora in vigore.

Esternamente è formata da un unico blocco rettangolare con due facciate simmetriche divise dalla scalinata centrale di accesso a due rampe curve (realizzate nel 1930 su progetto originale del Buontalenti dall'architetto Enrico Lusini che fece abbattere l'originale scala a rampa unica) e quattro bastioni ai quattro angoli, due dei quali quelli rivolti verso la campagna e il borgo di Artimino, che arrivano fino al tetto, mentre gli altri due, rivolti verso la città di Firenze, si fermano al primo piano dove creano con la loro struttura due terrazze.

Internamente la villa fu affrescata da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti ma la vera punta di diamante erano le opere che decoravano il cosiddetto "guardaroba", tra cui due dipinti famosissimi: il Bacco di Caravaggio, oggi custodito alla Galleria degli Uffizi, ed il Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano, esposto alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.

Di particolare interesse la sala delle Ville, decorata tra il 1599 e il 1602 dal pittore fiammingo Giusto Utens che vi realizzò 17 lunette raffiguranti ciascuna una villa medicea. Tre delle lunette sono oggi mancanti, probabilmente disperse all'epoca e poi ritrovate, e si trovano al Museo topografico "Firenze com'era" a Firenze (altre 17 lunette che erano presenti nella sala delle Guerre sono invece andate completamente disperse).

Infine una nota archeologica: nei sotterranei di villa La Ferdinanda è stato a lungo allestito il Museo Archeologico Comunale di Artimino, all'interno del quale venivano tenuti in esposizione i materiali di scavo rinvenuti nel comune di Carmignano e che oggi si trova nella vecchia struttura che ospitava antiche stalle granducali nel borgo di Artimino, proprio sotto la torre dell'orologio. Nonostante sia un museo piccolo ha una sua importanza storica poichè i reperti, cronologicamente datati in un arco temporale che va dal VII secolo avanti Cristo alla prima età romana imperiale, rappresentano i ritrovamenti etruschi trovati più a nord, delimitandone quindi il confine settentrionale: Si tratta di pezzi provenienti dalle zone locali di Artimino e Carmignano, principalmente dal borgo stesso, dallaa zona della villa medicea, dalla necropoli di Prato Rosello, dall’area di Pietramarina e dai due tumuli dei Boschetti e di Montefortini.

Oggi la villa, di proprietà di un industriale del nord Italia e dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco, è adibita all'organizzazione di eventi, serate di gala, meeting e matrimoni, disponendo del proprio servizio di catering e di una sua cucina interna perfettamente funzionante (si tratta dell'antica cucina della villa medicea dotata del grande caminetto con il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci).

Del complesso mediceo fanno parte anche la ex Paggeria della villa, realizzata sempre da Bernardo Buontalenti e oggi trasformato in hotel 4 stelle con piscina, campo da tennis, 37 camere e 6 appartamenti indipendenti, e il ristorante Biagio Pignatta, dove abbiamo effettuato la nostra degustazione di prodotti della tenuta di Artimino (vino ed olio) e dei dintorni.

(ToscanaGo, 4 luglio 2013. Leggi il servizio speciale sul borgo di Artimino)

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