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Monteriggioni e il castello

Un antico borgo ricco di fascino si staglia con le sue possenti mura sulle dolci colline senesi. Qui sono stati girati numerosi film tra cui il Gladiatore, Io ballo da sola, Il paziente inglese, Un tè con Mussolini e Cari fottutissimi amici.

Fotografie di Bruno Bruchi gentilmente concesse da Monteriggioni Turismo.

Situato all’estremità settentrionale del proprio territorio comunale, Monteriggioni occupa la sommità di una dolce collina dalle pendici coltivate a vigne e olivi. Abitato almeno a partire dall’VIII secolo a.c., come dimostrano l’insediamento rinvenuto presso Campassini e la vasta necropoli etrusca del Casone, il territorio comunale di Monteriggioni conserva numerose testimonianze del passato. I poli di maggiore interesse sono costituiti dal castello di Monteriggioni e dalla vicina Abbadia Isola, ma tutta la zona è punteggiata da castelli, pievi, ville e piccoli borghi, immersi in una campagna dalla bellezza ancora incontaminata.

Il castello venne fondato nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena, con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze. Per secoli l’insediamento svolse in pieno la funzione per cui era stato creato, respingendo di volta in volta una miriade di assedi e attacchi. Abitato da guarnigioni di soldati, ma anche da numerose famiglie di civili, la sua funzione militare venne meno a partire dalla metà del Cinquecento, quando l’intero Stato Senese, di cui il nostro borgo faceva appunto parte, venne annesso a quello fiorentino.

Monteriggioni conserva ancora oggi gran parte delle strutture del XIII secolo e si configura come un luogo assolutamente unico nel panorama dei borghi medievali toscani. La sua cinta muraria, di forma tondeggiante, abbraccia la sommità del colle con uno sviluppo lineare di circa 570 metri ed è dotata di quattordici torri che sporgono dalla superficie esterna. La loro imponenza dovette essere assai notevole anche nel Medioevo, tanto da suggerire a Dante una famosa similitudine con i Giganti collocati nell’Inferno della sua Divina Commendia (“[…] però che, come su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona, / così la proda che ‘l pozzo circonda / torreggiavan di mezza persona / li orribili giganti […]”. Dante, Inferno, c. XXXI, vv. 40-44).

Il borgo interno alle mura, cui si accede tramite due porte (una terza è oggi murata), si articola attorno a una grande piazza rettangolare, sulla quale si affaccia la pieve di S. Maria Assunta. Si tratta sicuramente dell’edificio che meglio conserva i caratteri medievali, anche se in tutto l’abitato, con le sue caratteristiche viuzze, sono ancora tante le case che mostrano la loro antica origine.

(Monteriggioni Turismo, 6 maggio 2013. Leggi anche la scheda Mangiare e dormire a Siena e dintorni)


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